Archivi giornalieri: 14 luglio 2013

E’ un diritto la felicità?

Sarà perché sono stanca, perché l’anno di lavoro si fa sentire, perché ho le mie preoccupazioni e non sono felice… Niente di drammatico, fortunatamente. Però mi capita sempre più spesso di innervosirmi di fronte a frasi tipo: “il diritto alla felicità”, “lo scopo della vita è essere felici”, “come essere ottimisti e vivere una vita felice” e così via.
Non ho nulla contro la felicità, ci mancherebbe. Ma in questa tensione univoca alla felicità avverto una trappola, e mi viene da fare l’avvocato del diavolo, da sostenere il principio opposto. Non perché credo che la vita sia solo sofferenza, ma così, per riportare un po’ di equilibrio: come su una barca a vela, mi butto a far peso dall’altra parte, per non scuffiare.
Stiamo vivendo tempi difficili, la crisi economica ha conseguenze pesanti sulla vita delle persone. Nel normale quotidiano di molta gente questo comporta ansie, paure, difficoltà, problemi. Comporta risvegli nel cuore della notte con proiezione sul soffitto di film catastrofici, comporta vergogna di parlare delle difficoltà, senso di solitudine, isolamento anche dai propri cari; comporta scontrarsi con limiti sempre più stretti, con la paura di non farcela, la paura di perdere magari anche la casa e ciò che si è messo da parte in anni di lavoro. Poi ci sono le malattie, che arrivano quando arrivano.
Ovvio che sto dando un quadro parziale e univoco, ma quel quadro quanta parte occupa nelle nostre vite e in quelle dei nostri amici, dei nostri vicini di casa o colleghi di lavoro? Se l’accento è troppo sulla felicità, dove stanno i periodi di vita dolente e faticosa?
Quel che voglio dire è che il messaggio sulla felicità mi sembra sbagliato.
A me fa bene pensare che l’accento stia nella vita, nella ricerca di senso che comprende gioie e dolori, e non scarta nulla di ciò che mi accade.
Se mi sento triste e sconfortata, che faccio? Già sto male, mi devo pure sentire incapace di essere felice? Che l’infelicità dipende da me?
So bene che sono discorsi complessi, e ora qui sto semplificando.
Ma se solo la felicità fosse lo scopo della vita, quanta vita dovremmo mettere tra parentesi? Che bilancio sarebbe? Cosa dovrebbero dire della propria vita le persone malate?
Io credo che sia importante dare testimonianza di senso, ovunque la vita ci porti. Attraverso esperienze di felicità e di dolore.
Io credo che lo scopo della vita sia viverla, e che ogni momento sia significativo. Credo nella ricerca dell’equilibrio tra terrore e meraviglia, gioia e dolore, bene e male. Equilibri dinamici, mai stabili. Questo mi aiuta, mi fa sentire nella vita, mai fuori. Questo a volte mi ha dato momenti di felicità anche nelle difficoltà, e comunque mi fa vivere meglio.

“Getta dalle tue braccia il vuoto
agli spazi che respiriamo; forse gli uccelli
nell’aria più vasta, voleranno più intimi voli.”
Rilke, Prima elegia duinese

Gettiamo al cielo gioie e dolori: che ricadano nella terra come semi a rigenerare la vita.