Archivi giornalieri: 14 settembre 2015

Dare parola

“Non avrei mai pensato di parlare con lei”…
Già… Capita spesso.
L’uomo di fronte a me fatica a trovare le parole che spieghino quel che prova, quel che sta vivendo, cosa lo agita. Ha molti motivi per non star bene, sia fisici che psicologici, ma quel che mi colpisce è proprio la difficoltà nel dare parola.
Sembra facile. Basta avere qualcuno che ti ascolti, e via a raccontare. Non è così. Spesso mi trovo davanti persone che non sanno spiegare come stanno, che hanno un vocabolario delle emozioni molto ridotto, strumento troppo limitato per dare voce al proprio mondo interiore.
Faticano a dire a se stessi, non capiscono quali venti agitino i loro mari, cosa abita le loro case.
Sono sballottati dalle emozioni, agiscono le emozioni. Si sentono in gabbia, prigionieri di forze che non riescono a domare e neanche a nominare, forze alle quali non sanno dare una qualche forma.
Che conquista le parole! Sono la nostra libertà. Sono consapevolezza, possibilità di condivisione, sfogo, mediazione, trasformazione.
Dando parola raccontiamo a noi stessi cosa ci agita, e ci diamo maggiori possibilità di tenere la barra dritta durante la tempesta, e di portare la barca in porti sicuri.
Dando parola siamo meno soli, anche se affidiamo quelle parole a un quaderno che rimarrà chiuso in un cassetto, o in un file archiviato con password. Siamo meno soli perché possiamo raccontare la nostra storia, possiamo essere ascoltati e ascoltare. Possiamo portare testimonianza, e accogliere quelle altrui.
Dando parola troviamo senso, attribuiamo significati, ordiniamo il caos in un mondo. Mutevole, ma pur sempre mondo, con un suo ordine in divenire.
Più ricco è il nostro vocabolario, più recuperiamo gradi di libertà sui nostri automatismi psichici.

“Allora le pene. Allora soprattutto quel senso di peso,
allora la lunga esperienza d’amore, -allora
soltanto quel ch’è indicibile. Ma poi
fra le stelle, che farne? son tanto meglio indicibili loro, le stelle.
Anche il viandante dal pendio della cresta del monte,
non porta a valle una manciata di terra,
terra a tutti indicibile, ma porta una parola conquistata,
pura, la genziana gialla e blu.
(…)
Qui è il tempo del dicibile, qui la sua patria.”
Rilke, Nona Elegia duinese