Ci vuole una vita per fare una vita

Ascolto storie, accolgo dolori.
In ospedale riguardano perlopiù gli accadimenti del presente, mentre in studio -vestiti con gli abiti dell’oggi- arrivano i dolori antichi.
Sono dolori che dopo anni emergono intatti, come se il tempo non fosse passato; esperienze di vita intrappolate e conservate nella memoria come insetti nell’ambra; fardelli che gravano sulle spalle e rallentano l’andatura, a volte quasi la bloccano.
Quando però il dolore si libera, l’ambra lascia volare via l’insetto prigioniero, il fardello si alleggerisce, ecco che -a volte- arriva un nuovo ostacolo: il rimpianto, con la rabbia e il dolore per ciò che avrebbe potuto essere se…
“Eh, se avessi saputo allora quel che so adesso…”; “se mi fossi visto allora con gli occhi di oggi…”; “se avessi capito prima, se mi fossi fatto aiutare prima, se avessi risolto allora…”
Avrei vissuto meglio, sarei stato più sereno, avrei avuto più possibilità…
Ma non è andata così.
C’è voluto tempo, ed è stato necessario attraversare esperienze, fatiche, dolori, riflessioni, prese di coscienza. Passi apparentemente semplici hanno invece richiesto anni.
Ci vuole una vita per fare una vita.
E poi, se possibile, bisogna fare pace con ciò che avrebbe potuto essere e non è stato.
Se possibile, bisogna guardare con amorevolezza e comprensione quel che invece è stato ed è.
Riconoscere senso nel percorso, così com’è stato.
Non è indolore, e anche riconoscere senso nel percorso è un percorso, che muta nel tempo, che incontra pianure, salite, scivolate.
Ci vuole una vita per fare una vita.

8 pensieri su “Ci vuole una vita per fare una vita

  1. Furtivamente

    …E’ una continua evoluzione e quello che fu rimane nei ricordi belli e brutti, segnano il nostro percorso e, in definitiva, guardando indietro, è sempre cosa saggia non rimuginare più di tanto… Esser qui a ripensarci è già una grande fortuna !

    … Tiseguo sempre !
    Ciao !

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  2. ogginientedinuovo

    Le tue parole hanno così tanto senso, per me!
    Il tempo mi ha insegnato a non rimpiangere e a non rammaricarmi: le scelte e le decisioni sono state quello che potevano essere, in quelle circostanze – condizioni ambientali / emotive.
    Riconoscere il senso nel percorso, credo, sia il passo successivo.
    Che accadrà 🙂
    E’ sempre un piacere leggerti ❤

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  3. Marco SognatoreFallito

    Sono d’accordo, però spesso penso che sia uno spreco: una intera vita a “formarsi” e poi, quando uno sarebbe pronto, ecco che è arrivato alla fine.
    È un vero peccato.
    Personalmente penso di aver perso (e continuo a parderlo) un sacco di tempo, ma al momento non saprei come avrei potuto usarlo meglio. In fondo sono contento del mio passato e ,anche ciò che è stato brutto, è stata una esperienza che mi ha fatto essere ciò che sono. Bene o male.
    Però vedo che ho sempre meno capelli e quelli restanti diventano sempre più bianchi. Mi è spuntato anche un pelo di sopracciglio bianco. E qualcuno anche in altre parti “più nascoste”.
    Ho sempre più pancia e meno entusiasmo giovanile. Tutto è scontato, le fasi migliori sono ormai passate, il giro di boa è stato fatto e ora mi resta solo la discesa, il rientro. Ciò che avevo seminato ormai l’ho raccolto.
    Quello che è stato, è stato.
    Alla sera mi mettonsul balcone con un bicchierino di limoncello e…ed è meglio che non mi abbandoni eccessivamente alla malinconia sennò poi non dormo.
    Ho un bel passato, ma ormai…

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