Controluce

Ero sull’autobus diretta a un parco, ma un controluce mi ha catturata. Sono scesa, e ho camminato guidata dai giochi delle ombre e delle luci.
Momenti preziosi di felicità: a volte, li trovi dove non cerchi.
Più tardi, in tram, guardavo la vita intorno a me: persone di razze diverse, imbacuccate tra sciarpe, giacconi e cappelli; sacchetti della spesa e regali infiocchettati; cani scodinzolanti; sguardi assorti, assorbiti nei pensieri; chiacchiericcio che arrivava in sottofondo mentre dagli auricolari risuonavano le musiche struggenti di Bregovic.
Sono parte di questo flusso, immersa nel cuore pulsante della vita.

Semplice saggezza

“C’è più dolore nel mondo che acqua nel mare…”
La signora è ricoverata da più di un mese: ha avuto alcune complicanze dopo un intervento, ma ora si sta riprendendo.
Ha settant’anni, e ne dimostra dieci di più. 
“Di dolore ce n’è per tutti, non mi posso lamentare. Ho avuto anche cose buone; tra cose buone e dolori, ho avuto una bella macedonia mista.
Spesso sto qui a riflettere sul male… ma mica quello mio, quello che capita anche agli altri. Ce n’è per tutti.
Mio padre ha fatto la guerra, ha conosciuto la fame. Ora qui mi portano il cibo caldo, magari non è tanto buono, senza sale, ma così ho perso anche qualche chilo. La gente qui si lamenta, ma cosa vogliono? Non sanno cos’è la fame. 
Io ho dieci nipoti, e racconto sempre a loro di mio padre, della guerra, della fame, delle fatiche per far crescere un po’ di grano e farci la farina per il pane. Mio padre lo raccontava a me e io lo racconto a loro perché sappiano apprezzare quel che hanno, perché sappiano come si viveva, perché non dimentichino, perché raccontino ai loro figli quando li avranno.
Io la mia vita l’ho fatta. Sono pronta ad andar via.”

Penso alle settantenni rifatte, mascheroni che non si arrendono al passar degli anni, che pretendono vita giovane, che considerano la vecchiaia un insulto.
Penso alle persone che si sentono sempre in credito con la vita, che pensano alla felicità come a un diritto e al dolore come un errore di percorso. 

Grazie, Maria, per la tua semplice saggezza. Spero che i tuoi nipoti non dimentichino.