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Profumo di pane e temporale

Domenica pomeriggio, la casa è immersa nel silenzio, e anche da fuori non arrivano quasi rumori. Il cielo è grigio da troppi giorni.
Chiudo il libro perché continuo a rileggere frasi mentre la testa è altrove, e l’ironia della cosa è che il suddetto libro è un manuale clinico di mindfulness, la pratica del qui-e-ora.
Meglio lasciar perdere, e accendere il computer.
Mi trasferisco in cucina così do un occhio anche al pane che sta cuocendo. Per oggi ho già biscottato un esperimento di torta al microonde (che peraltro è venuta buonissima, anche se non come avrebbe dovuto), non vorrei biscottare anche il pane.
Mi piace cucinare quando ne ho voglia, mescolare sapori e profumi, impastare, veder lievitare e prendere forma e colore in forno… Mi piace la casa che profuma di pane o di torta. E qui, ora, in mezzo a questi profumi, c’è tutto il mio mondo, cioè tutte le persone a cui voglio bene. Ognuno nella sua vita, immerso in chissà quali pensieri e stati d’animo; tutti lontani da qui ora, sparsi in luoghi differenti, eppure così presenti e vivi in me, ognuno in una relazione unica, diversa dalle altre.
Oggi quest’intensità emotiva è faticosa da reggere, mi rende inquieta: troppo silenzio fuori e troppa vita dentro.
Il cane della vicina ulula ai tuoni, sta arrivando un gran temporale, con tanto di lampi e gran scrosci d’acqua. Improvviso, il cielo scarica la sua tensione.
La mia, cerco di incanalarla scrivendo.

Domenica pomeriggio

Ogni tanto ho bisogno di spegnermi: stare in casa, accoccolata sul divano con un libro in mano, immersa nel silenzio -vicini di casa permettendo. Ho bisogno di ridurre al minimo gli stimoli in ingresso, e stare nella quiete. Questo, da buona introversa quale sono, è per me rigenerante.
Oggi è così. Sto qui nel silenzio come immersa nella vasca da bagno piena di schiuma. Mi affido alla quiete, che mi accoglie protettiva.
Gli affanni quotidiani sono sospesi, stanno fuori dalla stanza. Qui sto come in preghiera: la mia preghiera laica, verso la vita. Qui mi raccolgo e ritrovo il centro. Qui cerco la resa.

“Quivi sei alle origini / e decidere è stolto:/ ripartirai più tardi / per assumere un volto”. Portovenere, Montale

Ripartirò domani, lunedì nel mondo con le sue fatiche.
Ma ora riposo in me, ed è una buona cura per le mie forze.