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Sguardi urbani

Amo la città.
Cammino veloce e guardo: è uno di quei momenti in cui ogni cosa è illuminata.
A ogni passo sento la giornata alleggerirsi, e i tasselli che l’hanno formata vanno a comporsi in un insieme armonico, equilibrato.
Cammino e respiro l’aria fresca. Mi fermo per qualche scatto con l’IPhone, ma tanti altri scatti
rimangono nello sguardo: nutrono l’animo di bellezza e aprono spiragli di gioia; muovono zampillii di commozione e gratitudine per la vita che -generosa- continua a darsi.
Guardo una natura che sboccia, vive, muore, ricomincia un nuovo ciclo. Penso alle vite umane, alle culture, che fanno altrettanto.
Guardo i palazzi, testimonianze dell’opera di uomini. Segni del loro passaggio nella vita, segni di un tempo.
Cammino e guardo sconosciuti che incrociano per un attimo le loro vite, e proseguono.
Penso a quante storie si incrociano senza conoscersi, penso al passato e al futuro di ognuna.
Penso alle gioie e ai dolori, alle vite che fioriscono e a quelle spezzate, interrotte, ricucite, rappezzate. Vite. Sotto cieli che non si curano di noi ma che a volte ci curano.
Siamo piccole formiche che corrono, facilmente spezzabili, e siamo arbusti flessibili che si rialzano dopo la tempesta, in un mondo che non smette di far paura e di meravigliare.
Oggi leggerezze e fardelli convivono e colorano di infinite sfumature i miei sguardi urbani.
Amo la città.

Buon compleanno

E sono 59…
Questo compleanno mi ha dato da fare: l’avvicinarsi dei 60 non è banale, e sta portando con sé molte riflessioni sul tempo che -bene che vada, e non è scontato- rimane all’orizzonte.
Non sono questioni razionali: semplicemente, sono saliti da dentro stati d’animo, sguardi sulla vita, pensieri dai colori più cupi, velati di preoccupazioni sul futuro, attraversati dalla fredda consapevolezza del tempo che corre veloce verso la fine.
Da questo fondo faticoso è nato un progetto fotografico, che in realtà è più che altro un esercizio spirituale: ogni giorno scatto una foto per fissare qualcosa di bello che vedo. Se lo desiderate, le potete trovare sul mio profilo Instagram (chiarapoggio60). La serie ha due hashtag: #unagocciadibellezzaalgiorno #sguardichecurano.
L’esercizio mi ha fatto e mi fa bene, e vorrei portarlo avanti per un anno.
Sforzarmi nel trovare sguardi di bellezza mi ha aiutata a tenere una luce accesa di orientamento, a non perdere il filo nel girovagare per le vie dell’inverno interiore. “Aiutati che il ciel t’aiuta”: la mia traduzione laica di questa affermazione è: “aiutati, che il cervello ti aiuta”. Le neuroscienze sottoscrivono.
E come in altri momenti difficili ho sperimentato, accade poi che un giorno ti svegli e ti senti meglio. Il lavorìo interiore ha fatto nascere le prime gemme, l’inverno dell’anima ha fatto sbocciare una nuova primavera. E allora le fredde consapevolezze sul tempo che corre e che avanza inesorabile si scaldano di vita piena, ricca di tanto passato e tanto presente. Il qui e ora torna a essere una ricchezza di cui sentirmi grata.
E ogni volta mi sorprende questo zampillare improvviso di vita che sembrava silente.
Così, oggi festeggio con gioia profonda questo compleanno, e con rinnovata gratitudine.