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Il senso del tempo

Una mattina che inizia senza sveglia è già vacanza.
E poi il sole, l’aria ancora fresca, muoversi per casa senza fretta, senza liste di impegni da depennare: oggi le cose da fare restano da fare. Mi godo il tempo, che accolto con questo spirito si espande, regalandomi un senso di pienezza e di felicità.
Vado a zonzo per la città, guidata solo dallo sguardo e dal bisogno di quiete, che mi orienta verso strade poco frequentate, silenziose.
Senza meta e senza obiettivi fotografici, con la Canon pronta a cogliere ciò che incontra.
Cammino, guardo, scatto. Per il piacere di cogliere ciò che c’è, di godere di una semplice manifestazione di vita: uno scorcio di case, un balcone fiorito, un gioco di luci…
Che senso hanno queste foto, questi sguardi?
Per me, sono solo testimonianze di un semplice esserci, di una bellezza che scorre sotto i nostri occhi e che non necessita di aerei o camminate estenuanti verso paesaggi mozzafiato. La bellezza semplice che è a portata di mano sempre, che può alleggerire l’animo in qualunque momento e in qualunque luogo. Quella bellezza che unisce l’apertura alla meraviglia –stato interiore dell’animo- e il semplice fluire della vita, così com’è.
Non è una novità, ma ogni volta mi colpisce: non sono tanto le cose che faccio a rendermi felice, ma stare pienamente nel tempo con quel che c’è. Quando sono in quel tempo, la quiete scorre nelle vene e nel respiro. Il tempo perduto è ritrovato.
Tutto va bene così com’è.

Countdown

Venerdì pomeriggio di quiete. Esco presto dal lavoro; all’Esselunga anche il carrello è gentile, stranamente non tira da una parte e si fa spingere dritto senza sforzo.
Sono già in modalità countdown, perché la prossima sarà l’ultima settimana prima di un po’ di vacanza. Sono contenta, e già sento un po’ di leggerezza zampillare nell’animo.
Quest’anno le vacanze saranno milanesi. Come spiaggia il divano, vista libreria. image
E per quando sto seduta appoggiata ai braccioli del divano, la vista si sposta sui quadri di mio marito, che amo molto (sia i quadri che il marito), e i pensieri si perdono nei blu e nei verdi di paesaggi un po’ reali, un po’ dell’anima.
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Ho voglia di leggere, fare foto, ascoltare musica. E magari, qualche ripiano al giorno, mi metto pure a riordinare e pulire la libreria. Vedremo.
Ho voglia di alzarmi senza sveglia, di ritmi non scanditi dai doveri, di briglie sciolte. Soprattutto ho voglia di tempo: tempo dilatato, tempo quieto e pigro, tempo per gli amici che saranno qui. Ho voglia di cucinare per loro. Ho voglia di chiacchierate notturne senza guardare l’orologio, senza sentire la stanchezza che sale, senza il pensiero della sveglia il giorno dopo.
Ho voglia di gite fuori porta con la macchina fotografica. Ho voglia di passeggiate serali con gelato annesso e aria fresca che ti fa respirare.
Ho voglia di avere tempo.
E poi, se qualcuno di voi fosse preso dal desiderio irrefrenabile di vedere la Pietà Rondanini o la mostra di Modigliani a Palazzo Reale, venite a trovarmi: qua sto.

Tempo dilatato

Mi piace svegliarmi presto la mattina dei giorni di festa, senza sveglia, senza sonno. Sono immersa nel silenzio della casa e da fuori, oggi, arriva solo il rumore della pioggia. Sto bene, assaporo questa quiete.

Ho fatto il ponte e in questi giorni di vacanza sto facendo l’esperienza del tempo dilatato. Ho letto, scritto, fatto le mie camminate per la città. Il lavoro mi sembra lontanissimo, come se stessi a casa da quindici giorni. Questo mi piace del tempo: che quando riesco a stare nel qui e ora, e non ho impegni, le giornate diventano lunghe, piene e vado a dormire la sera con la sensazione di aver vissuto intensamente, assaporato ogni momento. Come gustare un buon pranzo, ogni singola portata, con calma invece che mangiare in mensa in dieci minuti.

Oggi farò anche il pane, che ben si adatta a questi ritmi. Lo faccio con la pasta madre, il che significa sfornarlo stasera. Nel mezzo, rinfreschi, impasti, lievitazioni. Mi piace farlo, mettere le mani in pasta, seguirlo nelle sue fasi, vederlo lievitare, sentirne il profumo acido, e poi vederlo cuocere, crescere ancora, prendere colore e riempire la casa di profumo. Dà molta soddisfazione, e poi è buono.

Ci vogliono giornate così. Il tempo dilatato mi rigenera. Domani ripartirà la settimana con il suo tempo affrettato. Ora, mi godo la calma.

Ho scritto queste cose stamattina, poi la casa si è svegliata, e la giornata è stata più indaffarata del previsto e per nulla contemplativa, ma va bene così.

Il pane è stato sfornato, e la casa ne profuma ancora. Ora sono tornati il silenzio e la quiete. Buonanotte!